posta@acompagna.org

[ Indietro ]

A Compagna > Fotografie > Marzo 2017

Martedì de A Compagna

(clicca sulla fotografia per ingrandirla; poi, se vuoi, salvala per avere una risoluzione maggiore)

Martedì 7 marzo 2017

Federico Crovara Pescia è intervenuto sul tema: «Il restauro ed il mobile genovese».   Il quadrifoglio genovese: cronaca di un restauro  Il video della conferenza (444 MB): vedilo da qui oppure vedilo su Google Drive

153. Federico Crovara Pescia appartiene ad una antica famiglia nobiliare genovese ed è l’attuale presidente dell’Istituto Nazionale Superiore per il Restauro del Mobile con sede a Genova. Egli svolge presso l’Ente il ruolo di ricercatore libero e docente di materie teoriche riguardanti rispettivamente: i metodi di riconoscimento degli stili e dei legni, l’uso degli attrezzi antichi, la chimica di pulitura delle patine e il riconoscimento peritale dei falsi. Negli anni è stato consulente pubblicando svariati articoli presso le più importanti riviste mensili di antiquariato presenti in edicola come Cose Antiche e L’Esperto Risponde. Quindi è la persona giusta per parlarci del restauro e del mobile genovese iniziando con brevi ma curiosi accenni riguardanti le sedie di Chiavari e i mobili genovesi a “Bambocci” cinquecenteschi fino a giungere alla descrizione molto più dettagliata del celebre “Quadrifoglio Genovese”, un’opera di ebanisteria riconosciuta in tutto il mondo. In particolare verranno spiegati sia lo stile sia i legnami che furono utilizzati; inoltre verrà svelata la metodologia tramandata che va considerata a tutti gli effetti un vero e proprio segreto in quanto indispensabile per ottenere tale decorazione. Si concluderà con la descrizione delle fasi svolte durante il suo restauro.

Martedì 14 marzo 2017

Cinzia Bonato è intervenuta sul tema: «Molto più che pazienti. L'ospedale di Pammatone e la popolazione della Repubblica di Genova nel XVIII secolo».

125. Attraverso lo studio dell’Ospedale Maggiore di Genova, Pammatone, in funzione dal XV al XIX secolo, e dei suoi assistiti si vuole indagare la complessa relazione esistente tra gli istituti assistenziali di età moderna e la popolazione che vi si rivolgeva. Essa era composta da una complessa gamma di scambi: da una parte, l’Istituto erogava cure e risorse materiali, professionali, culturali, ma dall’altra era proprio l’ampio consenso concesso dalla popolazione a legittimare il suo potere, e a consentirgli di esercitare una funzione di controllo sociale attraverso la sua Magistratura, la sola a potersi incuneare nei recessi più intimi della vita della gente. Attraverso le cause concernenti il parto illegittimo, possiamo ricostruire uno spaccato vivo dei rapporti di lavoro, delle relazioni affettive e delle mille strategie di sopravvivenza di una città di antico regime e del suo contado, e le più disparate modalità con le quali gli individui si avvicinavano all’Ospedale per usufruire delle sue risorse.
Cinzia Bonato è dottoressa di ricerca in Storia Moderna. I suoi interessi spaziano tra la storia sociale e quelle dell’assistenza, della criminalità, della povertà e del lavoro. Fa parte del comitato di redazione di “Contesti. Rivista di microstoria”.

Martedì 21 marzo 2017

Patrizia Marica sono intervenuti sul tema: «La simbologia della croce. Dal Cristo triunfans al Cristo patiens».

93. La conferenza esamina il passaggio dalla raffigurazione del Cristo vivo, trionfante sulla morte a quello doloroso del Medioevo più maturo: un excursus sull’evoluzione dell’iconografia della crocifissione dai primi secoli del Cristianesimo fino al XVIII, arrivando ai crocifissi processionali delle Confraternite genovesi, passando da rappresentazioni bizantine dell’XI- XII a opere del XIII - XIV secolo prodotte nell’Europa occidentale, con esempi italiani e tedeschi, con particolare attenzione alla produzione ligure.
Patrizia Marica è uno storico dell’arte e guida turistica che opera da oltre vent’anni sul territorio genovese per la divulgazione e tutela del patrimonio storico artistico locale, di cui ha curato diverse pubblicazioni.

Martedì 28 marzo 2017

Enrica Arvigo è intervenuto sul tema: «Un castello genovese ed un raro esemplare della “divina” traduzione».

113. Enrica Arvigo (1963) è “un’artista talentuosa, originale e poliedrica” (citando una nota del poeta Roberto Giannoni). Da più di trent’anni si dedica alla pittura, alla grafica, alla miniatura medievale e alla scrittura e si è votata alla rinascita del genovese attraverso trasmissioni radiofoniche ed apparizioni televisive, corsi di genovese, seminari, presentazioni di volumi, recital (se ne contano circa duecento). Nel 2005 ha pubblicato il volume di poesie genovesi Renasce (editore Le Mani), “dimostrazione (vivente) della possibilità etica di comporre poesie in genovese interessanti e giovani”, come si legge in una recensione apparsa il 15.12.2006 su “La Repubblica”. Attualmente sta lavorando ad un nuovo volume. Il suo intervento ci porterà, con un salto a ritroso nel tempo, nella misteriosa “camera dantesca”, sulla torre del castello del bibliofilo scozzese Evan Mackenzie, prima dei bombardamenti del 1942 e, proprio in questo luogo, conosceremo la storia di un raro esemplare della “divina” traduzione in genovese di Angelico Federico Gazzo.

[ Indietro ]