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Don Claudio Paolocci, Maria Grazia Oneto, Roberto Licata sono intervenuti sul tema: «Genova - Vegnî, andemmo a gïâ a çittæ».
154. L’argomento dell’incontro è il libro “Genova - Vegnî, andemmo a gïâ a çittæ” di circa
600 pagine, in cui sono riprodotte 365 stampe antiche aventi come soggetto Genova negli anni a partire dalla
fine del 1700 fino ai primi anni del 1900; oltre alle classiche vedute generali d’insieme, sono anche riprodotte
numerose immagini con soggetti a carattere popolare. Le stampe, che percorrono Genova dal Ponente al Levante,
sono precedute da brevi note che introducono i singoli rioni e sono corredate da testi in genovese tratti dal
“Lunario Genovese compilato dal Signor Regina e Soci”, scritto da Martin Piaggio. Un insieme di così tante
stampe, sconosciute alla maggior parte dei genovesi, può costituire un notevole stimolo per fare risvegliare
nei cittadini un interesse per Genova, suscitando curiosità e sorpresa. A completamento dell’incontro verranno
proiettate alcune tra le immagini più rare o insolite pubblicate nel volume.
I relatori saranno don Claudio Paolocci, Prefetto della Biblioteca Franzoniana, Maria
Grazia Oneto, curatrice del libro e Roberto Licata, collezionista di stampe antiche.
Pier Angelo Campodonico è intervenuto sul tema: «Le galee di Genova».
147. La storia della Repubblica di Genova, dai suoi esordi fino al suo epilogo nel 1797, s’intreccia con
la storia di queste imbarcazioni particolari. Le galee dominano il Mediterraneo per oltre mille anni: ad esse sono legate
le più importanti battaglie navali combattute in questo periodo, dalla Meloria a Lepanto. In questa lunghissima storia,
i genovesi svolgono un ruolo importante: apportano innovazioni e modifiche, diventano tra i costruttori più apprezzati
di questi scafi.
Ma la storia delle galee non è solo una storia di tecniche costruttive e militari: alle galee è legato un mondo, quello
dei vogatori, in origine liberi e volontari, ma a partire dal XVI secolo, per lo più schiavi e forzati. Come si viveva
nelle galee di Genova e nella Darsena? La conversazione, arricchita dall’iconografia del Galata Museo del Mare, ripercorre
questa storia, dal Medioevo all’età moderna.
Pier Angelo Campodonico ha un curriculum tutto legato al mare. Già curatore del Museo Navale di Pegli ed
ora direttore dell’Istituzione Mu.MA – Musei del Mare e delle Migrazioni, ha contribuito alla progettazione e alla
realizzazione di numerose mostre a tema marinaro.
Domenico Ravenna è intervenuto sul tema: «La crisi industriale di Genova».
112. Da capitale industriale dell’Iri a una presenza produttiva scesa sotto i livelli di guardia. Negli
ultimi decenni, Genova ha conosciuto una rapida decadenza del suo apparato imprenditoriale che ha fortemente ridimensionato
il suo ruolo storico di vertice del triangolo industriale con Milano e Torino. La conferenza si propone di analizzare le
cause di questa involuzione attraverso un percorso critico fra scelte di strategia industriale e mancati appuntamenti
con occasioni di sviluppo.
Domenico Ravenna, laureato in Giurisprudenza, giornalista professionista, è stato responsabile della
sede ligure dell’Agi, Agenzia giornalistica Italia e, per oltre un ventennio, responsabile dell'informazione economica
e finanziaria presso la redazione di Genova del quotidiano Il Sole 24 Ore.
Giuseppe Benelli è intervenuto sul tema: «La tradizione dei librai pontremolesi a Genova».
85. Mentre gli ambulanti d’ogni parte d’Italia vendevano di paese in paese chincaglierie, madonnine, santi e corone del rosario, i “pontremolesi” portavano nella loro gerla di cascinale in cascinale soprattutto libri. «Questa è la terra dove si nasce librai», scrive nel 1952 Oriana Fallaci. Dall’alta val di Magra, terra di confine tra più regioni, sono partiti tanti lunigianesi che, trascinati dal fascino dell’avventura, hanno percorso le strade del mondo come venditori ambulanti di libri. Molte delle librerie del nord e centro Italia sono state create dai “pontremolesi”. I loro nomi appartengono tutti ad uno stesso ceppo, in quanto imparentati fra loro, e tutti dopo aver svolto la vendita ambulante si sono fermati con le loro bancarelle e hanno aperto negozi nelle varie città del nord e centro Italia. La loro presenza a Genova è numericamente importante e fondamentale per la vita culturale della città. Giuseppe Benelli, già docente di Filosofia del linguaggio all’Università di Genova, consigliere della Fondazione Città del Libro che organizza il Premio Bancarella, svolge un’intensa attività di saggista. Presidente da più di vent’anni della Sezione di Pontremoli della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi. Nel 2011 è stato eletto presidente dell’Accademia di Scienze, Lettere e Arti Giovanni Capellini della Spezia, che promuove convegni scientifici e ricerche storiografiche. È condirettore dell’«Archivio Storico per le Province Parmensi» e direttore delle «Memorie Storiche dell'Accademia Capellini».
Giovanni Poggi, Piero Poggi, Silvana Priametto sono intervenuti sul tema: «Ceramiche San Giorgio: un tuffo nella tradizione e nell’innovazione della ceramica albisolese».
107. Giovanni Poggi, titolare delle Ceramiche San Giorgio di Albissola Marina, illustrerà la storia della manifattura attraverso i suoi ricordi
e le testimonianze. Nell’occasione si parlerà della frequentazione di alcuni dei più grandi artisti del Novecento che hanno
lavorato alla San Giorgio cimentandosi con la materia, tra i quali Lucio Fontana, Wifredo Lam, che ha portato la corrente
del Surrealismo a Albisola, il danese Asger Jorn, le cui opere si trovano nei principali musei del mondo e poi ancora Agenore
Fabbri, Aligi Sassu, Sandro Cherchi e altri ancora.
Silvana Priametto, unica donna torniante e preziosa collaboratrice della San Giorgio, racconterà la sua
personale esperienza con particolare riferimento agli insegnamenti che le sono stati tramandati da Eliseo Salino, socio di
Poggi, e della sua straordinaria collaborazione con gli artisti.
Piero Poggi, presidente dell'Associazione culturale Arte Doc, si focalizzerà invece sulla proficua attività
della San Giorgio parlando dell’organizzazione degli eventi culturali, della curatela di importanti mostre di cui la
manifattura è protagonista in campo nazionale.
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